GUIDO OLIVERO - Mi chiamo Gianni e in casa tutti mi chiamano Giannino, per via del fatto che sono piccolo, anche se ho sei anni. Vivo in una piccola oasi non distante da un'oasi più grande che si chiama Cuneo, perché ha una forma allungata. Come tutti gli anni il Natale per la mia famiglia è una bella festa. Questo penso che valga anche per gli altri abitanti dell'oasi.

La nostra oasi, dalle cose che mi racconta mio padre, tanti anni fa era circondata da diverse montagne piene di piante e tutto attorno a casa nostra c'era un grande prato. Oggi, anche se siamo quasi alla fine dell'anno 2100, c'è solo sabbia; l'unica zona verde è attorno al pozzo profondissimo che fornisce l'acqua a tutti gli abitanti dell'oasi. Acqua non tanto buona e ogni tanto puoi trovare anche dei granelli di sabbia in bocca.

Le montagne che si vedono da casa mia son tutte pelate e secche, non c'è manco un arbusto. Il paesaggio che vedevano i miei avi forse era molto meglio di quello attuale. Io però sono affezionato alla mia oasi anche se l'erba è assai rara e le uniche piante sono alcune palme sul bordo della strada che conduce verso l'oasi più grande. Mio padre con la poca acqua piovana che riesce a raccogliere, di fatto piove solo una volta l'anno, coltiva un orticello sul retro della casa. In quell'orto nasce poca roba, qualche carciofo e un po' d'insalata.

Per tutti gli abitanti dell'oasi la scarsità d'acqua è un grave problema. Quando ogni tanto, a dire il vero da tempo sempre più spesso, il pozzo s'asciuga, mio padre va a comprarla al dissalatore posizionato sulla duna detta del Colle di Tenda, dove si dice che una volta si sciava. Acqua carissima che a me piace poco perché è un'acqua che non disseta e di sapore salmastro. La migliore acqua dalle mie parti la bevono tutti i giorni solamente i ricchi ed è quella di fonte che proviene dalla Svizzera e costa tantissimo.

Costa cara perché sono le uniche fonti che non sono seccate definitivamente. In casa mia l'unico giorno che si beve l'acqua di fonte Svizzera è quello del Natale. Infatti da sempre i miei fanno tanti sacrifici per poter acquistare qualche bottiglia d'acqua Svizzera a Natale. Ecco perché la festa del Natale a me piace tanto, in quel giorno riesco a bere due bicchieri di acqua buonissima oramai rarissima in tutto il mondo. Questo per me è il più bel regalo che ricevo a Natale.

Mia madre con attenzione versa quell'acqua dalla bottiglia in una caraffa colorata con su scritto buon Natale e tutta la mia famiglia quando se la versa nel bicchiere fa una grande attenzione a non sprecarla versandola fuori dal bicchiere. Bere quel "dono divino" per noi è una meraviglia ed al primo sorso un filo di emozione corre sul viso di tutti. Essendo io il più piccolo ho diritto a berne un bicchiere in più e quando bevo l'ultimo sorso lo faccio con lentezza e mi corre sul viso una lacrimuccia perché penso che per un lungo anno non potrò più assaporare quella squisitezza che è l'acqua di Natale.

Devo dirvi ancora una cosa ed è quella che mia madre sostiene che quella sia l'acqua di Babbo Natale che parte dalla Svizzera e porta in alcune case il dono più prezioso per poter vivere bene e a lungo. Con la speranza che anche nelle vostre case passi Babbo Natale a portarvi l'acqua di fonte, vi auguro Buon Natale.

Guido Olivero

(Nella foto: bambini al Parco fluviale di Cuneo)

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