FIORELLA AVALLE NEMOLIS - E' diventato ormai maggiorenne il presepe della famiglia Fissore, a Bra. A partire dall'8 dicembre, Silvio – il capofamiglia – compie il rito di sollevare la serranda del negozio di panetteria in via Pollenzo al civico 55 a Bra, da anni silenzioso e dismesso, adibito all'allestimento.

L'entusiamo limpido di Silvio nell'accogliere i visitatori mi richiama alla mente Edoardo De Filippo in Natale in casa Cupiello. Ma, a differenza del protagonista della commedia, che coltiva da solo la sua passione, qui la scena è corale: tutta la famiglia, di anno in anno, si adopera per l'allestimento, aggiungendo dettagli e costruendo con pazienza certosina nuovi elementi alla scenografia.

E' un lavoro lento, che profuma di ingegnosità e di calore domestico, dove le mani della famiglia, utilizzano una miriade di materiali - anche i più inverosimili - dando vita a questo capolavoro.

Entrare nel locale è complicato, c'è già la fila in attesa, ed io mi inserisco al volo mentre qualcuno esce. Intravedo tra la folla Silvio, intento ad illustrare ai visitatori le novità inserite quest'anno.

Dinnanzi alla spettacolare scenografia, mi coglie la solita gioia di "bimba", tra luci intermittenti, movimenti, e sonoro: stupori che non invecchiano. Quel grumo di felicità permane ancora adesso che ne scrivo: è la magia della natività che si rinnova.

Appena Silvio ci intravede, si avvicina per darci il consueto benvenuto: "Ora, secondo la tradizione, baciatevi sotto il vischio. Porta fortuna!”. Obbediamo senza fiatare. Giammai contrariare l'amico Silvio, che con disarmante freschezza, custodisce ancora il suo fanciullo interiore.

E' il sentimento che lo anima, insieme alla moglie Silvana, al figlio Marco, alla nuora Olga e alla nipotina Nicoletta, a smontare e rimontare, a costruire ogni anno il presepe, apportando sempre novità, ricercando minuterie per la veridicità della scenografia, dove ogni frammento trova il suo posto, e diventa possibilità di utilizzo.

"Silvio, a quante statuine siamo arrivati?". "Ehhh! Dopo un rapido conteggio: siamo a 600".

Quest'anno come novità abbiamo rappresentato la transumanza: la visione delle mucche che lentamente scendono lungo il pendio per rientrare nelle cascine; c'è anche il personaggio che le guida. Se ascolti, senti persino il tintinnio delle campane”. E' un'immagine suggestiva, illuminata in tutto il suo percorso, è come un'eco lontana di montagna che attraversa il presepe.

Silvio continua: “Abbiamo inserito anche molti animali, vedi c'è quel gruppo di cinghiali, la mamma con i tre piccoli. Sono arrivati da Brescia”.

Il presepe, ogni anno, riceve migliaia di visitatori, anche dall'estero, e la particolarità è che gli appassionati raccoglitori di statuine se le scambiano tra loro, dando un tocco di internazionalità, mettendo così in luce usi e costumi di diverse etnie. Silvio, divertito, mi mostra la casetta di legno, che con un congegno che apre la porta, svela un omino seduto sul water, con le braghe abbassate, assorto nei suoi bisogni. Una scena, nella sua genuinità, irresistibilmente comica.

La gente si accalca, osserva con stupore, mentre nell'aria si intrecciano i gridolini dei bambini e i commenti dei grandi. Silvio veglia su tutto, è commovente ascoltarlo raccontare la minuziosa e paziente precisione dei dettagli, quella che rende ogni scena così vera, che sembra respirare.

L'altra novità è che per il 18esimo anno di esposizione, i Fissore hanno pubblicato un libretto in cui si narra la storia del primo presepe della famiglia, nato nel 1955 e succesivamente ampliato da tutti i componenti a partire dal 1979. Lo scopo è lasciare alla nipotina un ricordo vivido e concreto del presepe di famiglia, un piccolo passaggio di testimone perchè la tradizione continui nel tempo.

Orari di apertura: dal 8 dicembre all'11 gennaio 2026, è visitabile al sabato e la domenica dalle 15,00 alle 19,00. Tranne il giorno di Natale e il primo di gennaio 2026.

Fiorella Avalle Nemolis