CUNEO CRONACA - Riceviamo una seconda lettera inviata ai ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti (Enrico Giovannini), per l’Ambiente e la Transizione Ecologica (Roberto Cingolani) e al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che ha per oggetto il completamento dell’Autostrada A33 Asti-Cuneo – Galleria di Verduno. (Clicca QUI per l'articolo precedente)

"Facciamo seguito alla nostra lettera di pari oggetto del 22 febbraio scorso. Nel ribadire, per maggior chiarezza, le proposte di questo Osservatorio:

1) accelerare il completamento della A33 mediante il ripristino del tracciato in galleria del Lotto 2.6 tronco a, già in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie per l’inizio lavori;

2) ridurre i costi delle opere ed il consumo del suolo mediante l’adozione per tutto il Lotto 2.6 della carreggiata con la minima larghezza consentita dalle norme (10,70 m);

3) spostare la barriera di Govone a Castagnito e realizzare una nuova barriera a Cherasco, riducendo a svincolo per l’Ospedale il previsto casello Alba Ovest e introdurre il vincolo di gratuità per tutti gli utenti che si muovono all’interno del tratto da Castagnito al nuovo casello di Cherasco;

4) realizzare le opere complementari indispensabili per migliorare la viabilità locale;

riteniamo indispensabile, ad integrazione della nostra lettera citata, richiamare la Vostra attenzione su quanto riportato sul verbale della Conferenza dei Servizi tenutasi presso la sede del Ministero dell’Ambiente il 07 febbraio 2002. In particolare, sono degne di nota le considerazioni in merito alle indagini condotte lungo il tracciato all’aperto del Lotto 2.6 tronco a, che ora viene ostinatamente riproposto in sostituzione del tracciato in galleria.

Riportiamo integralmente:

...omissis

"L’Anas pertanto ha disposto una campagna di indagini geognostiche volta alla definizione del progetto esecutivo, accurata e mirata ad analizzare la stabilità del versante interessato dalla progettazione.

Dalla relazione generale del nuovo progetto emerge che:

- le risultanze della campagna, svolta sul versante della Collina di Verduno (C.na Spia e Roggeri) e basata su un considerevole numero di sondaggi, hanno evidenziato come le problematiche di carattere geologico – geotecnico eventualmente risolte con la tipologia proposta nella precedente fase progettuale(ndr. tracciato all’aperto) sarebbero risultate estremamente invasive dal punto di vista territoriale.

- Le problematiche di carattere geologico-geotecnico sono sintetizzate nei seguenti punti:

1) Il versante in oggetto è sede di una paleofrana;

2) Su tutta l’area sono presenti con spessori di vari metri (spesso > 10 m) terreni rimaneggiati di origine colluviale, di accumulo di frana o derivantidall’attività torrentizia dei corsi d’acqua minori; tale formazione presenta caratteristiche geomeccaniche estremamente scadenti ed è in condizioni di stabilità quiescente;

3) La formazione gessoso-solfifera posta sotto la coltre è sede di fenomeni carsici; ovvero si hanno a profondità compresa tra 10 e 40 m numerose cavità, anche di dimensioni ragguardevoli (dell’ordine di alcuni metri) derivanti dalla dissoluzione dei minerali gessosi ad opera delle acque di circolazione idrica sotterranea;

4) L’andamento del versante è irregolare con presenza di vaste zone poste in contropendenza che favoriscono l’accumulo e l’infiltrazione delle acque nel sottosuolo;

5) Nonostante la prevalente composizione marnosa-argillosa delle litologie presenti, vi è una circolazione idrica sotterranea non trascurabile estesa a scala dell’intero versante;

6) La formazione di substrato effettivamente consistente e stabile è presente solo a profondità molto elevate e pari anche a -40 m rispetto al piano campagna in corrispondenza dell’attuale tracciato.

- Di fatto la bonifica dell’area di potenziale frana, effettuata con tecniche di regimazione delle acque di ruscellamento e l’intervento di drenaggio delle acque all’interno della coltre stabile, è risultata di notevole impatto. Le occupazioni territoriali e la profondità degli interventi risultavano di gran lunga superiori a quelli preliminarmente preventivati e l’efficacia della soluzione veniva subordinata ad una periodica manutenzione, mirata a mantenere in efficienza il sistema

- Le problematiche sopra descritte hanno imposto la ricerca di tracciati alternativi(ndr.: Il tracciato in galleria);

- L’analisi è stata effettuata valutando sia i vincoli territoriali esistenti sia gli aspetti tecnico economici delle nuove soluzioni proposte;

- La soluzione, oggetto della presente progettazione, rispetta i vincoli territoriali, quali l’esigenza di mascherare il tracciato dai punti di vista sensibili, quali la tenuta di “Pollenzo”, ed inoltre garantisce ottimali condizioni di sicurezza nell’attraversamento della zona instabile.”

omissis...".

A questo Osservatorio non risulta che negli anni a seguire siano state condotte altre campagne di prospezione geologica-geotecnica che contraddicano le considerazioni sopra riportate o che le rendano del tutto irrilevanti. Considerazioni che paiono anzi confermate, in tutto e per tutto, dalle annose e dispendiose vicende legate alla realizzazione dell’Ospedale Alba/Bra a Verduno.

In tempi successivi alla Conferenza di Servizi citata, è intervenuta una ulteriore complicazione, ossia l’iscrizione tra i siti definiti dall’Unesco "Patrimonio dell’Umanità" dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato (Doha 22.6.2014). Di conseguenza tutto il lotto incompiuto 2.6 della A33 risulta compreso nella buffer zone del sito denominato “Langa del Barolo” che comporta l’adozione dei provvedimenti previsti sia dal PPR approvato nel 2017, sia dal RRF (Regolamento sul dispositivo per la ripresa e la resilienza) approvato dal Parlamento Europeo nel dicembre 2020.

L’Osservatorio ritiene pertanto che ci siano tutti gli elementi per indurre le istituzioni da Voi rappresentate a riconsiderare tutta la vicenda del completamento della A33, optando per la soluzione con il tracciato in galleria in alternativa a quella con il tracciato all’aperto, in perfetta assonanza con la recente indicazione della Commissione Europea, decisamente orientata a favorire una transizione ecologica del modello di sviluppo, applicando al RRP (Piano per la Ripresa e la Resilienza) il principio DNSH "non arrecare un danno significativo", come previsto dal RRF sopracitato.

Nel malaugurato caso contrario, l’Osservatorio, in rappresentanza della società civile che intende rappresentare, avanza fin da subito la richiesta che tutte le Valutazioni (VIA, VAS, AIPO, PAI, Requisiti DNSH, Analisi del ciclo di vita, ecc.) da implementare per giungere alla fine del processo autorizzativo, siano eseguite raffrontando le due soluzioni in gioco, con approfonditi bilanci costi-benefici per ognuna di esse, tali da fugare ogni dubbio sulla bontà della soluzione adottata.

Noi dell’Osservatorio siamo convinti che siano stati troppi gli errori ed i ripensamenti su questa autostrada: un’opera sovradimensionata, concepita male e proseguita peggio, di cui però i cittadini hanno un estremo bisogno. Ma, almeno ora, facciamo in modo che non sia completata purchessia, o, peggio, con soluzioni dannose per il paesaggio e l’ambiente e noncuranti degli interessi dei cittadini del territorio.

Certi della Vostra personale disponibilità a valutare il problema con l’attenzione che merita, a disposizione per ogni chiarimento che riteniate necessario, restiamo in attesa di Vs. cortese cenno di risposta".

Il presidente arch. Silvio Veglio, Comitato Direttivo dell’Osservatorio per la tutela del paesaggio di Langhe e Roero