CUNEO CRONACA - "La Rete Minerali Clandestini Cuneo aderisce alla mobilitazione sindacale a tutela dei lavoratori agricoli, indetta per sabato 10 aprile, dalle 10 alle 12, di fronte alla prefettura di Cuneo. Le misure adottate dal governo per sostenere le persone colpite da questa crisi pandemica rischiano di fermarsi di fronte alle categorie meno visibili: non è un segreto che tra i lavoratori più ignorati negli ultimi mesi ci siano quelli del settore agricolo, per cui oggi il Decreto Sostegni non prevede ristori. Per protestare contro tale situazione, a cui si aggiungono una paventata riforma della normativa sui voucher in agricoltura e lo stallo nelle trattative per i rinnovi contrattuali provinciali, sabato 10 aprile dalle 10 alle 12 di fronte a tutte le prefetture italiane si riuniranno quindi, su iniziativa di FLAI CIGL, FAI CISL e UILA UIL, proprio i lavoratori del settore agricolo "dimenticati" dal governo Draghi così come dagli esecutivi che lo hanno preceduto.

Da tutto il Piemonte la protesta confluirà di fronte alla prefettura di Cuneo, e non è una decisione casuale: le sigle sindacali scegliendo di organizzare la manifestazione nel capoluogo della Granda riconoscono la centralità della nostra provincia rispetto alla questione del lavoro agricolo, che oltre ai numerosi occupati esclusi dai ristori oggi impiega in misura massiccia anche manodopera stagionale, perlopiù di origini straniere. Il distretto saluzzese della frutta, che sta diventando e diventerà sempre di più distretto cuneese-saluzzese, si regge su una struttura occupazionale articolata, e sui tanti braccianti che attraverso il loro lavoro contribuiscono a produrre cibo che finisce sulle tavole di tutti, oltre che diverse ricadute positive per il territorio. Su di loro pesano tuttavia condizioni di lavoro sovente problematiche, soprattutto sulle fasce più deboli e meno tutelate, tra cui spiccano gli stagionali di origini straniere: salari bassi, caporalato, lavoro nero e grigio, problematicità abitative e sui documenti rese ancora più provanti da un quadro legislativo obsoleto, incapace di favorire il giusto riconoscimento di diritti e dignità, e che ha nella legge Bossi-Fini 2002 il suo sciagurato quadro di riferimento normativo. A peggiorare questa situazione già poco rosea di suo è arrivata la crisi innescata dalla pandemia, che ha fatto precipitare anche i lavoratori più stabili e le loro famiglie in una situazione di estrema povertà.

Alla luce di ciò la Rete Minerali Clandestini, che raggruppa una cinquantina di realtà cuneesi impegnate contro ogni marginalità ed esclusione e a tutela delle fragilità, delle diversità e della dignità umana, aderisce in modo unitario alla mobilitazione di sabato 10 aprile e condivide le rivendicazioni avanzate dalle sigle sindacali di settore. Anche la Rete chiede maggiori tutele e diritti per i lavoratori agricoli perché ritiene che le evidenti criticità del settore, evidenziate nel Quaderno n. 38 della Fondazione CRC presentato nelle scorse settimane, necessitino di soluzioni forti e coordinate a tutti i livelli, compreso quello occupazionale. Le filiere della produzione agricola non possono essere una zona franca popolata di migliaia di invisibili: è per questo che riteniamo fondamentale dare voce alle lavoratrici e ai lavoratori del settore, riconoscere e tutelare i loro diritti, valorizzare il loro contributo al mondo agricolo nel suo insieme e al territorio in cui viviamo".

Minerali Clandestini Cuneo 

(Foto d'Archivio)