RICCARDO SARTORIS - Ci risiamo, questa Amministrazione comunale di Cuneo sembra non aver capito ancora una volta la lezione: le grandi opere devono essere condivise con la cittadinanza.

 

Non ha nessun senso progettare una trasformazione urbanistica della città senza coinvolgere i cittadini e le associazioni che ne costituiscono la rappresentanza nei diversi ambiti della società civile e che dovranno vivere quelle stesse trasformazioni.

 

Ancora una volta, e senza nessuna spiegazione, il Comune di Cuneo ha deciso di andare avanti sulla propria strada senza voltarsi indietro e badate bene questo atteggiamento non è coraggio o visione politica ma semplice arroganza.

 

Non possiamo dimenticare la recente pronuncia da parte del Tar del Piemonte che con provvedimento del 29 giugno 2019, pur respingendo il ricorso dell’associazione di Piazza in Piazza, in quanto tardivo rispetto al provvedimento impugnato, ha così statuito: “Correttamente parte resistente ha comunque dato atto che la cartografia del progetto presenta una ambiguità: l’intervento non sembra interessare l’intero sedime della piazza e tuttavia le porzioni di viabilità che ne risulterebbero estranee, per come rappresentate, non consentirebbero il mantenimento di una viabilità che presenti le necessarie dimensioni legali. In tale contesto il collegio non può che prendere atto che, ferma la cristallizzazione del progetto nei termini di cui al progetto del 2018, ai fini esecutivi l’ambiguità dovrà essere sciolta dovendo il progetto e, ove necessario la pianificazione, chiarire in termini espliciti se si intende sopprimere la viabilità ovvero mantenerla, fermo il rispetto dei necessari requisiti di legge. L’ambiguità evincibile dalla documentazione progettuale giustifica la compensazione delle spese di lite.”

 

Ricordiamo ancora che in data 18 giugno 2018 la nostra associazione ha presentato un esposto alla Corte dei Conti nel quale abbiamo evidenziato quattro criticità:

 

1) il progetto n. 15 non ha nulla a che fare con il concetto di periferia indicato dal Bando il quale all’art. 4, comma 2 evidenziava che “si considerano periferie le aree urbane caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale, degrado edilizio e carenza di servizi”. Ciò che il Comune di Cuneo afferma per giustificare il carattere di periferia di Piazza Europa non corrisponde al vero in quanto la zona è dotata di servizi pubblici e privati (banche, scuole, farmacie, librerie, bar e studi professionali) che la fanno un’area particolarmente frequentata.

 

2) il Bando richiedeva l’indicazione specifica dei soggetti pubblici o privati che avessero concorso finanziariamente nella realizzazione delle opere. Ebbene tra tutti i progetti presentati, l’unico senza l’indicazione del soggetto privato che dovrà sborsare la bellezza di 5.500.000 euro è Piazza Europa. Adesso, nella nuova proposta, temendo di fare un nuovo buco nell’acqua, la Giunta ha deciso di fare a meno del finanziamento privato e di iniziare l’opera da sola, contando sulle risorse comunali e sperando di poter vendere sulla carta, ciò che non c’è…

 

3) Altro elemento in contestazione riguarda il fatto che l’intervento dovrebbe attuarsi senza consumo di suolo. Che cosa significa? Che gli interventi non devono realizzare nuova edificazione.Nell’esposto sosteniamo che estirpare dieci piante secolari  e scavare due piani sottoterra sono certamente opere che consumano il suolo, e ciò in maniera piuttosto evidente. Nuova edificazione non significa solamente realizzare edifici da terra a cielo, ma anche estirpare piante e cementificare il sottosuolo!

 

4) Ultima osservazione riguarda il fatto che l’intervento doveva essere conforme alle previsioni dello strumento urbanistico vigente. Nel bando si rammentava che, sempre a pena di ammissibilità, il progetto avrebbe dovuto essere in regola con il PRG vigente al momento della domanda (agosto 2016).

 

Come si articola l’intervento? È la stessa Giunta che in una delibera del 7 giugno 2018 ce lo spiega: sistemazione dell’area superficiale a piazza pedonale fino ai portici inserendo ampie zone a verde ed elementi di arredo urbano eliminando la strada ed i parcheggi qui presenti.

 

Tutto ciò è conforme allo strumento urbanistico? Riteniamo di no, dal momento che l’eliminazione di una strada è una variante strutturale che ai sensi degli artt. 17 e 17bis della L.R. 56/77 deve essere approvata dal Consiglio Comunale.

 

Nel nuovo progetto, pare che la strada venga conservata unicamente per scopi di servizio…

 

L’aver ottenuto il finanziamento e predisposto un nuovo progetto, non significa aver sanato le irregolarità originarie, significa che chi avrebbe dovuto fare le verifiche a Cuneo come a Roma non l’ha fatto.

 

E ciò non può che portare alla conseguenza che la domanda di partecipazione al Bando Periferie è viziata ed il relativo finanziamento andrà revocato.

 

La raccolta di quasi 3000 firme contrarie al parcheggio sotterraneo di Piazza Europa vorrà pur dire qualcosa; il problema è saper ascoltare ed avere l’umiltà o meglio l’onestà intellettuale, di ammettere i propri sbagli.

 

Non è nostra intenzione polemizzare oltre, ma semplicemente sottolineare che ancora una volta la Giunta comunale, guidata dal sindaco Borgna, ha peccato di presunzione, ritenendo di poter decidere senza condividere e questo segnerà per sempre il loro destino politico, con un nuovo buco… nell’acqua.

 

Si può fare?

Si deve fare!

 

Riccardo Sartoris, Movimento Consumatori Cuneo