CUNEO CRONACA - Nei primi mesi di lockdown, da Pianfei (Cuneo), la professoressa in pensione Enrica Tavecchio, in arte "Nonna Ciccia", ha continuato a scrivere. Dopo il suo primo libro Le "pillole" di Nonna Ciccia (una raccolta di aforismi rivolti ai grandi della Terra), è uscito un secondo volume, frutto del lavoro di questi mesi segnati dalla pandemia: "Pillole di Covid-19", edito da Araba Fenice.

"Una volta si diceva 'due cuori e una capanna': adesso si dice 'due cuori, due mascherine e due stanze separate'". Intriso di ironia, il nuovo quaderno dell'ex prof. non poteva che essere incentrato sull'attualità per allontare, in qualche modo, la paura del Coronavirus attraverso ricordi, aneddoti e tradizioni.

Enrica Tavecchio è nata a Villafalletto e vive a Pianfei. Terminati gli studi superiori presso il Liceo S.Pellico di Cuneo, ha frequentato l'Università di Torino, dove si è laureata con lode in Lingue e Letterature Straniere Moderne. Ha dedicato la sua prima vita all'insegnamento del francese prima di essere chiamata, nella sua seconda vita, a dirigere la sede decentrata cuneese della Scuola di amministrazione aziendale dell'Università di Torino.

Diventata nonna ha iniziato la sua terza vita da nonna Ciccia (così chiamata dai suoi tre nipoti) rispolverando una sua vecchia passione per gli aforismi. Ha quindi iniziato a scrivere, rigorosamente a mano, i suoi piccoli quaderni, dedicando le sue "Pillole" a personaggi famosi nel mondo, che con sua grande gioia e sorpresa le hanno sempre risposto: da Obama alla Regina d'Inghilterrra, ai duchi di Cambridge, al Re di Spagna, da Papa Francesco a Mattarella, Macron, Trudeau, Merkel, ma anche Delon, Belmondo, Loren, Mina, Ranieri, ed ancora Gramellini, Costanzo, Marchionne, e gli sportivi Soldini, Vio, Messner, e moltissimi altri ancora a completare la sua collezione di oltre 350 "Quaderni" dedicati e personali.