ALICE MARINI - L'onda del dissenso contro le decisioni prese dal governo per arginare la pandemia non accenna a fermarsi tra le categorie maggiormente colpite dal nuovo Dpcm. Oggi (martedì 10 novembre) è toccato agli ambulanti protestare: in piazza Galimberti, a Cuneo, decine di commercianti si sono radunati per contestare le disposizioni che impediscono la vendita sui banchi di quei prodotti non alimentari, consentiti invece nei negozi o nei centri commerciali.

Gli ambulanti non ci stanno. "Si tratta di una discriminazione durissima nei confronti della categoria - ha spiegato la rappresentante nazionale di Fiva Confcommercio (Federazione Italiana Venditori Ambulanti), Roberta Baudino -. Abbiamo dimostrato che siamo in grado di lavorare in massima sicurezza. Non è giusto che i negozi siano aperti e noi chiusi". La situazione, secondo la categoria, rischia di generare una concorrenza sleale.

"Inoltre - prosegue Baudino - qui ci sono tutte ditte individuali, siamo in ginocchio dalla primavera perché siamo stati chiusi 72 giorni. Abbiamo i magazzini pieni di merce, ci siamo indebitati tutti. Abbiamo cercato di lavorare il meglio possibile quest'estate. Questa seconda chiusura non ci voleva. Ci sono famiglie la cui unica entrata deriva da questo lavoro, le prime tranche da 600 euro non sono state sufficienti a sostenere le attività. Non possiamo non essere considerati", conclude.

Il problema riguarda tutti i mercati, nazionali e locali, fiere e sagre a cui molte imprese fanno principalmente riferimento. Solo in provincia di Cuneo gli associati Fiva sono 200, ma si parla di 4mila imprese in difficoltà da oltre 8 mesi, riferisce il rappresentante provinciale Fiva, Gualtiero Chiaramello. Tra i manifestanti anche molti giovani, titolari di ditte che si appoggiano quasi esclusivamente a questa forma di commercio. 

Alice Marini