PIERCARLO BARALE - Gli amministratori cuneesi avevano dato prova di inadeguatezza per la pluriennale disputa sulla Z rovesciata, al momento della progettazione della Cuneo-Asti. Si era stati a discutere, senza riuscire a concludere nulla, per anni. Il finale è stato assurdo, con un risparmio modesto - terreno agrario - fonte del ritardo e della disputa - costringendo poi gli utenti a percorsi più onerosi. Si viene così penalizzati per raggiungere - da Cuneo, Torino ed Asti ed anche la Liguria. Volevano prendere due piccioni con una fava, da cuneesi furbacchioni ed economi. Invece hanno fatto attendere anni gli utenti, per allungare infine tempi e spese di percorrenza per tutte le direzioni.

Se si è ottenuto - ma è tutto da calcolare - qualche risparmio per il terreno agrario, le maggiori spese passate, attuali e future per la collettività, sono assai superiori ed ogni giorno verificabili. Da simile inizio, l'opera non poteva se non attendersi una conclusione da farsa. Non era stata una tragedia - la Z rovesciata - ma una commedia. Ora, elevato il livello - da provinciale a nazionale - dei pubblici amministratori incaricati di decidere come completare il tracciato, la farsa è in atto. Direi che si tratta di una farsa in più atti, distanti nel tempo, ma con un unico disegno: la complicazione delle cose semplici, la moltiplicazione delle difficoltà, la ricerca delle soluzioni più incredibili, l'ignoranza delle normative di riferimento, nazionali ed europee, i rapporti con gli eventuali costruttori, il ruolo dell'Anas, cointeressata.

L'allora ministro Delrio (Pd) aveva individuato una modalità indolore finanziariamente per lo Stato, che aveva trovato condivisione in sede europea. Il subentrato ministro Toninelli (5 stelle) - il signor no alle grandi opere pubbliche, a partire dalla Tav - aveva preso in mano - si fa per dire - la questione, ritenendo troppo onerosa per lo Stato la proposta Delrio approvata in sede europea. Su Toninelli sono state espresse molte considerazioni: quindi evito di ripeterle. Erroneamente, aveva forse ritenuto di poter variare il progetto Delrio senza sottoporlo nuovamente all'Europa, pur trattandosi di appalto soggetto a normativa europea. Inoltre, era un nuovo progetto, non una variante. Defenestrato a furor di popolo Toninelli, la subentrante De Micheli (Pd) si è trovata una situazione non solo calda, ma incandescente, e complicatissima da gestire.

I cuneesi - pazienti - nel frattempo hanno ricevuto la visita del premier Conte sul luogo del misfatto: l'autostrada - da guinness - che termina nei campi. Promesse "da marinaio" di rapida soluzione; situazione ridicola, se non fosse tragica; autostrada perennemente incompiuta; come tanti ospedali ed opere pubbliche, prevalentemente al sud, con fondi esauriti spesso grazie alle abbondanti spese progettuali e contributi europei non conseguiti per pigrizia ed incapacità. Proprio la nostra provincia, operosa, paziente, concreta, determinata, risparmiatrice, non - per ora, almeno per quanto si conosce - camorrista o infettata da virus mafiosi, si trova con questa ferita molto dolorosa. Sembra il monumento all'incapacità di amministrare e all'inadeguatezza di chi ha consentito negli anni, fino ad oggi, lo svolgimento prima della commedia e poi della farsa.

Se qualcuno mai dovesse per caso essere giudicato dalla Corte dei Conti per il danno erariale concretato ed in atto, potrebbe essere alleggerito dei patrimoni. Invece hanno ottenuto rimborsi e pagamenti per le attività di amministratori espletate, nel corso delle quali hanno concorso alla realizzazione di queste opere. Che hanno un costo, pari alle maggiori spese per finirle, e quelle subite dagli utenti. Cioè dalla comunità provinciale e non solo. Non hanno considerato adeguatamente che andare da Cuneo ad Asti in autostrada non è attualmente possibile e che proprio il tratto mancante è quello più congestionato. Sul quale si è pure aggiunto - e fra qualche mese sarà operante - l'ospedale di Verduno. Finora vi è stato costante intasamento per la sua costruzione. Non paragonabile all'incessante traffico di ambulanze, operatori, pazienti che si verificherà con l'apertura.

Per fare l'amministratore pubblico occorre anzitutto cultura, istruzione, conoscenze legali e tecniche riferite all'incarico. Se si occupa - come ministro - la Farnesina, occorre anzitutto conoscere le lingue - italiano per prima, congiuntivi compresi - nonchè la geografia. Per sapere dove sono collocati, sul mappamondo, i paesi con i quali ci si confronta. Possibilmente anche la loro storia - oltre alla nostra.

Piercarlo Barale