A Savigliano, in provincia di Cuneo, nelle sale del seicentesco Palazzo Muratori Cravetta (via Jerusalem 4), aperta al pubblico la mostra curata dagli storici dell’arte Laura Facchin e Luca Mana "Orizzonti. L’evoluzione del paesaggio nella provincia di Cuneo dal Rinascimento alla modernità". L’evento è organizzato e promosso da Fondazione Artea e Regione Piemonte, in collaborazione con il Comune di Savigliano e Camera - Centro Italiano per la Fotografia, con il contributo di Fondazione Crc e Fondazione Crt.

Ideata per la provincia di Cuneo e incentrata sul tema del dialogo tra uomo e ambiente dal Rinascimento ai giorni nostri, l’esposizione propone una profonda riflessione sul valore del paesaggio come bene comune e identitario, oggetto di interventi umani che possono metterne in discussione equilibri secolari. La mostra sarà visitabile fino al 30 giugno con i seguenti orari: venerdì e sabato dalle 14,30 alle 18,30, domenica e festivi dalle 10,30 alle 18,30. Il costo del biglietto intero è di 5 euro, 3 euro il ridotto.

Biglietteria presso Palazzo Muratori Cravetta, via Jerusalem 4. Ingresso libero per i possessori di Abbonamento Musei Piemonte. I gruppi e le scuole potranno usufruire di tariffe agevolate previa prenotazione (T. 0172 072277 – Email orizzonti@atelierkadalu.it - Servizio attivo tutti i giorni dalle 10 alle 13). Per informazioni consultare il sito fondazioneartea.org.

Organizzato in sette sezioni tematiche, il percorso espositivo propone la selezione di oltre quaranta opere pittoriche e incisioni provenienti da musei, chiese e collezioni private piemontesi. Al visitatore che percorre le sale vengono presentate le evoluzioni della rappresentazione dei centri urbani della provincia dal Rinascimento al Barocco, le vedute e i paesaggi così come sono state restituiti dai maestri nel “secolo dei lumi”, per poi passare a scoprire come era il territorio agli occhi dei viaggiatori romantici, l’affermarsi del gusto neogotico, fino al divisionismo e al racconto delle mutazioni che nel secondo dopoguerra portarono la Granda a cambiare volto.

È così che alla raffigurazione della predella di Pascale Oddone per la chiesa di San Giovanni di Saluzzo che ci restituisce le forme della città cinta da mura nel Cinquecento e ad una veduta di Cherasco della prima metà del Seicento di Jean Claret, seguono le forme di Savigliano nelle incisioni di Giovenale Boetto, le tavole del Theatrum Sabaudiae, i paesaggi di Vittorio Amedeo Cignaroli e Giuseppe Pietro Bagetti, le litografie di Enrico Gonin, la pittura di Antonio Fontanesi, le opere di Lorenzo Delleani, per concludere con i borghi e le montagne di Matteo Olivero e la campagna saluzzese e cuneese di Giulio Boetto.

Su questo percorso pittorico si innesta la collaborazione con Camera - Centro Italiano per la Fotografia che ha coinvolto i giovani fotografi Silvia Mangosio e Luca Vianello, fondatori di “Mucho Mas! – artist run space”, nello sviluppo di un progetto fotografico che reinterpreta gli stessi paesaggi dipinti nei quadri in mostra. Ispirati dal caso-studio dell’Atlante di Luigi Ghirri, uno dei primi tentativi di ripensare il paesaggio attraverso lo strumento della fotografia, i due autori propongono un viaggio immaginario nei luoghi rappresentati dai quadri delle diverse epoche presenti in mostra: a partire dalle immagini presenti su Google Earth e Google Street View, Mangosio e Vianello ripropongono le stesse vedute selezionate dai curatori, ma attraverso i punti di vista che appaiono sugli schermi dei loro computer. Le immagini sono poi state elaborate digitalmente in 3D e rifotografate analogicamente su pellicola, generando così una doppia commistione di mezzi e atmosfere: dal digitale all’analogico e dai pixel del computer alla grana della pellicola.

“Sono molto felice per l’opportunità che è stata data alla Fondazione Artea di organizzare ‘Orizzonti’ nello splendido Palazzo Muratori Cravetta – dichiara il presidente di Fondazione Artea Marco Galateri di Genola – contribuendo così a definirne la vocazione come polo culturale di primaria importanza e rafforzando la presenza della nostra provincia nel mondo artistico e culturale italiano e europeo, affinché venga sempre più apprezzata per la sua storia, le sue bellezze e l’operosità dei suoi abitanti. Ci auguriamo, inoltre, che questa mostra possa contribuire a incoraggiare gli amministratori e i cittadini tutti a preservare le molte bellezze del nostro territorio”.

Giulio Ambroggio, sindaco di Savigliano, sottolinea: “Con il lungo e complesso intervento di restauro di Palazzo Cravetta, l’amministrazione comunale ha voluto restituire alla città non unicamente un prestigioso edificio storico ma creare un polo espositivo in grado di contribuire alla sua crescita turistica e culturale. Il tema della mostra, il paesaggio, è oggi di grande attualità e partecipa ad una strategia turistica particolarmente attiva negli ultimi decenni nella nostra provincia. Savigliano, per la felice posizione geografica nell’ambito cuneese, si pone così come luogo ideale di riflessione sul paesaggio con le vedute delle città, dei borghi e delle montagne della nostra provincia”.

“La mostra – raccontano i curatori Laura Facchin e Luca Mana – si propone di sensibilizzare il pubblico sulla corretta gestione del paesaggio, mostrando, attraverso la comparazione delle opere figurative esposte, pittoriche, grafiche e fotografiche, come sia cambiato negli ultimi quattro secoli, e di raccontare come la qualità della vita sia proporzionale a una gestione del suolo efficiente ed efficace. Baricentro è il territorio della ‘Granda’, ricco di peculiarità paesaggistiche, in parte conosciute a livello internazionale, si pensi alle Langhe e al Roero divenute patrimonio UNESCO, in parte ancora da scoprire e da valorizzare, una per tutte la Val Maira, la più vasta area incontaminata d’Europa”.

Walter Guadagnini, direttore di Camera, afferma: “Con l’intenzione di promuovere e valorizzare nuovi talenti, da una parte, e allargare la conoscenza e la diffusione del mondo della fotografia contemporanea, dall’altra, Camera ha individuato per Orizzonti due giovani autori piemontesi, Silvia Mangosio e Luca Vianello, chiedendo loro di sviluppare un progetto che arrivasse a raccontare cosa sia e cosa rappresenti la fotografia al giorno d’oggi. La fotografia è, infatti, influenzata dalla rivoluzione tecnico-digitale che ha portato alla nascita di un inesplorato ambito di ricerca, aprendo una nuova fase nella storia del mezzo e dei suoi utilizzi”.

“Questa iniziativa – conclude Antonella Parigi, assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte - ha il grande merito di mettere in primo piano l'importante valore culturale del paesaggio, e di come questo sia fortemente legato alla nostra storia e identità. La mostra, d'altra parte, dimostra l'importante lavoro svolto dalla Fondazione Artea sul territorio anche attraverso importanti sinergie con enti culturali piemontesi come Camera e diventa occasione per scoprire le sale seicentesche di Palazzo Muratori Cravetta oggetto di un attento restauro conclusosi nel 2016 e protagonista prossimamente di ulteriori interventi”.