Intervento del presidente del Consiglio in diretta Facebook sabato 21 marzo dopo le 23. Inasprita la stretta anti-Coronavirus con la chiusura di molte delle attività produttive almeno fino al 3 aprile.

 

Conte: "Siamo di fronte alla crisi più difficile che il Paese sta vivendo dal secondo dopoguerra. La morte di tanti concittadini è un dolore che ogni giorno si rinnova".

 

Pertando è necessario “chiudere, in tutta Italia ogni attività produttiva non strettamente necessaria, cruciale, indispensabile. Abbiamo lavorato con sindacati e associazioni di categoria".

 

Non chiuderanno naturalmente nè i supermercati e i negozi di alimentari né le farmacie e parafarmacie: "Invito tutti a mantenere la massima calma".

 

Saranno garantiti servizi pubblici essenziali come servizi postali, assicurativi, finanziari, trasporti.

 

Conte ha precisato: "Sono misure severe, ne sono consapevole: ma non abbiamo alternative. In questo momento dobbiamo resistere, perché solo in questo modo riusciamo a tutelare noi stessi».

 

Il sacrificio di rimanere a casa è peraltro minimo rispetto a quello vissuto da medici e infermieri, e di donne e uomini che compiono ogni giorno un atto di responsabilità.

 

Ancora Conte: "Rallentiamo il motore produttivo del Paese, ma non lo fermiamo".

 

Conclusione: "Lo Stato c’è, lo Stato è qui, il governo interverrà con misure straordinarie che ci consentiranno di rialzare la testa".