CUNEO CRONACA - "Ed eccoci in questa stagione estiva dove sole, mare, montagna, laghi ed altri mille posti da percorrere ed osservare ci riempiono la vista nelle giornate – dove l’agognato “tempo” a nostra disposizione ci viene finalmente regalato – nella speranza che ognuno di noi sappia centellinare i minuti per riuscire a regalarsi quell’attimo di spensieratezza, di evasione.

E chi o cosa – meglio di un libro – può regalarci questa meraviglia che diventa tale se la possiamo condividere, se non si procede in un assolo, ma ci si addentra in una storia narrata ed illustrata insieme ai nostri “pezzi di cuore”, ovvero figli, nipoti o qualsiasi bambino di cui veramente vi importi di inebriarne la mente per lasciare un’impronta in questo mondo.

Ed eccovi Pistillo, personaggio creato esclusivamente dalla fantasia e dalle grandi capacità di Marco Paschetta, nato a Cuneo nel 1979. Con l’ausilio di un bastoncino di legno con l’anima in graffite possono nascere meraviglie, se un oggetto del genere viene utilizzato per trasformare il foglio bianco in meraviglia, forma, colore e concretezza.

Attraverso le illustrazioni ed il narrato scoprirete che c’è un agglomerato di “tematiche” nella stesura di quest’opera e sicuramente tra queste spiccano luminose come il sole: cuore, anima e delicatezza per delineare questo scenario così vivo da non credere di trovarsi in spiaggia o chissà dove, ma di sentire già lo stormire delle foglie, il chiacchierio del ruscello, l’intensità del vento, la carezza del sole…

Siete pronti, mondo di lettori/lettrici dai 6 anni in su – come suggerito direttamente in copertina – anche se con tutta la magnificenza delle illustrazioni mi permetterei di consigliarlo dai 0 a 99 anni e anche oltre – ad avventurarvi nella storia di Pistillo?

Direttamente dalla copertina:
Pistillo vive in un bosco di montagna e passa il tempo tra sonnellini e scorpacciate di mele. Una mattina si accorge con sorpresa che l’acqua del torrente che scorre lì vicino ha inondato tutto, facendo scivolare chissà dove il suo cibo preferito.
L’inatteso incontro con un pesciolino giallo di nome Spicchio coinvolgerà Pistillo in un grande viaggio al di là degli ultimi alberi del bosco.
È l’inizio di una nuova amicizia e di una avventura alla scoperta del mondo, delle leggi della natura e della sua fragile bellezza, troppo spesso minacciata dall’uomo.

Prima di addentrarci nella storia, vediamo di conoscere Marco Paschetta, illustratore e docente presso la Scuola Internazionale di Comics Torino, e di come riesca a trasformare un foglio bianco in una magia.

Magia dettata dal lavoro, dalla capacità di saper trasformare un personaggio in un’immagine, saper riempire gli spazi, dialogare con i lettori attraverso le illustrazioni, dare forma, colore e concretezza alla trama, capire dalle sfumature lo stato d’animo del personaggio, saper spaziare nel significato dei colori e tutto l’agglomerato che trasmettono.

Credo che rappresenti un mondo fantastico da scoprire, e che nessun bambino dovrebbe astenersi dall’osservare delle immagini e provare a comprendere la svolta che ne compete attraverso i dettagli.

Perché se nel caso di Paschetta disegnare gli procura benessere, questa meraviglia però diventa uno specchio riflesso per chi invece rimane già basito solo a guardare le immagini – e in questo libro direi che nessuno può rimanere esente senza lasciarsi suggestionare.

Ci troviamo davanti a un personaggio completamente creato dall’immaginazione di Paschetta, solleticato da tutte le escursioni compiute in montagna, dove ci si riempie di meraviglie. In questo caso diventa stimolo della mente di un creatore di anime e avventure.

Eccovi Pistillo. Ci troviamo davanti a un personaggio che già dal nome lascia intendere un che di riservato, una sorta di timidezza, un modo cauto di approcciarsi al mondo – come un dischiudersi di un fiore – non solo verso il sole – un che di conosciuto e familiare, ma un approcciarsi al mondo accantonando le abitudini.

Che poi sono come una sorta di percorso mirato, dove non c’è possibilità di aggiungere nuove emozioni proprio per lo schema dei gesti. Un modo di trasmettere al mondo dei bambini – e non solo – l’arte di mettere in uso l’olfatto, di riuscire a distinguere i profumi, l’essenza della natura.

Questo lo può comprendere molto meglio chi ha attitudine a passeggiare nei boschi, nei prati, nei luoghi dove l’essere umano non è che un ospite e si prostra rispettoso verso l’agglomerato di meraviglia che lo circonda.

Pistillo lo troviamo così in copertina: indeciso nel scendere da una montagna che però non ha spigoli su cui pungersi ma parti morbide su cui adagiarsi, lo sguardo rivolto in basso, sorpreso e curioso nell’incontrare un pesciolino radioso e determinato a scoprire il mondo che lo circonda, pronto per nuove avventure.

L’opposto di Pistillo, titubante anche nelle nuove amicizie, guardingo, timido e forse timoroso di proteggersi da un contorno di vita spesso non così benevolo.

Due personaggi ben distinti e ovviamente rappresentati dai colori che li identificano:
Nel caso di Spicchio, il nome già ci porta ad immaginare la forma ed il colore giallo/arancione, inerente ad una parte dell’arancia con la stessa carica vitaminica, anche caratterialmente forte, curioso di scoprire, dedito alle avventure.

Pistillo, di colore azzurro, più virato verso il meditare prima di compiere un gesto, rispecchia una timidezza racchiusa all’interno di molti di noi, con la possibilità però di trasformarsi – come il pistillo di un fiore che, se viene impollinato da un insetto di passaggio, dà origine al frutto – anche il nostro personaggio troverà la capacità di trasformarsi interiormente durante questa sua grande avventura, mai vissuta prima, in compagnia del suo nuovo e frizzante compagno di viaggio.

Come spiega accuratamente Paschetta:
“In Pistillo, il colore accompagna la vicenda che è ambientata in un grande spazio naturale che va dalle montagne al mare. Così come cambia il paesaggio, il dislivello, la vegetazione e così come si avvicendano gli incontri che Pistillo e Spicchio fanno durante l’avventura, così cambia anche il colore.

Ogni ‘dislivello’ del racconto presenta una tonalità specifica che è però inscritta all’interno di un’armonia cromatica più ampia che investe l’intero racconto, e l’uso dei colori delicati dialoga con un disegno dalle forme arrotondate e sottili.”

A me sprigiona un senso di pacatezza, in un momento dove trovo vengano messe in rilievo situazioni dai timbri forti e spiacevoli. Ecco che arriva questo libro che può regalare momenti preziosi di incontro e condivisione tra grandi e piccini.

Dapprima perché non si è mai abbastanza grandi per non aver bisogno di addolcirci l’anima con questa sequenza di scene colorate, animate e intrise d’essenza.

Personalmente ho ritrovato molte attitudini al livello di prostrarsi a seconda del proprio carattere. Qualcuno si identificherà di più con Spicchio, altri più timidi e chiusi nelle riservate vesti di Pistillo, che dona però la consapevolezza a tutti i timorosi che c’è un modo per cambiare, per approcciarsi alla vita.

Una trama fitta di avvenimenti che possono rivelarsi veritieri, ovviamente sotto un’altra forma. Nessun bambino troverà sulla sua strada una volpe parlante, ma verrà purtroppo a conoscenza di vicende pericolose, ingannevoli.

Io sono sempre alla ricerca di un messaggio da cogliere tra le “righe”, ma in questo caso il libro stesso, partendo dall’immagine di copertina, è un insegnamento alla vita: nello scoprire il mondo, rispettare la natura, comprendere che “loro” – definiti all’interno del libro dal mondo magico di questi personaggi – in realtà siamo noi.

Noi esseri umani, che possiamo scinderci in persone veramente umane e rispettose di nome e di fatto, oppure nella solita cerchia propensa a calpestare tutto per i propri scopi spesso lucrosi.

L’utilità tra i castori e le dighe erette dall’uomo, il disboscamento che dapprima viene apprezzato dalle lucertole per capire poi il rovescio della medaglia, la paura di perdersi ed il coraggio di intraprendere un viaggio, una crescita personale.

Il distacco verso un luogo conosciuto, avventurarsi verso nuovi percorsi, nuove mete. Il coraggio di tuffarsi per immergersi, fidarsi, affezionarsi.

Una timidezza che viene trasformata in forza dai sentimenti di Pistillo nei confronti di Spicchio: difendere e proteggere un bene prezioso, la forza dell’amicizia, dei sentimenti veri. Lasciar andare per la felicità altrui.

Comprendere che l’invadenza degli uomini spegne le stelle del cielo – non di tutti. Infatti, l’incontro con un bambino modifica il pensiero dei nostri protagonisti, che non condannano tutti “loro” come vengono definiti nella storia, ma sanno mettere in risalto chi ha il cuore gentile, la bontà d’animo e pace nello sguardo.

A tal proposito, come sottolinea Spicchio:
“Mi chiedo come possa essere uguale a quelli che hanno costruito la diga, tagliato il bosco e rubato le stelle al cielo.”

Direttamente dal libro:
PISTILLO fa parte dei PEPERINI DIABOLO
AUGURIAMO A TUTTI I PISTILLO DI TROVARE UNO SPICCHIO CON CUI COMPIERE UN VIAGGIO MERAVIGLIOSO ALLA SCOPERTA DEL MONDO.

Per chi volesse conoscere da vicino le grandi capacità di Marco Paschetta, sarà ospite a Vernante nella rassegna Imaginè – Piccolo Festival della Narrazione per Figure il 20 e 21 settembre, e terrà un workshop per adulti e un laboratorio per bambini.

E per concludere le mie impressioni sul finale della storia:
Il mare, visto non come il capolinea del viaggio, ma l’inizio di un’altra avventura che il percorso di vita pone a tutti noi.

Io scorgo attraverso le immagini e le frasi di testo un bagaglio di esperienze di vita dettate magistralmente con un concetto mirato, ma che tocca con delicatezza le corde del cuore di ciascun lettore/lettrice che abbia intrapreso questo fantastico viaggio con Pistillo e Spicchio.

Un piccolo lettore/lettrice di oggi sarà un adulto più aperto e disponibile all’alterità.

Buona lettura e a presto con un nuovo libro, altre storie, altre emozioni".

Lorena Giubergia, Cuneo