CUNEO CRONACA - "A causa del maltempo dei primi giorni del mese di ottobre è quanto mai urgente che la Regione definisca le procedure utili per poter ripristinare i terreni alluvionati e, conseguentemente, per gestire in modo adeguato i detriti e rifiuti depositatisi sui fondi; condizione essenziale affinché le imprese danneggiate possano almeno tentare di recuperare parte delle loro produzioni, oltre che le relative strutture”. E’ quanto affermano Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa, delegato confederale, nel commentare la situazione che si è venuta a creare dopo l’alluvione del 2 ottobre scorso che ha provocato ingenti danni alle infrastrutture rurali, all’agricoltura e all’allevamento.

Dalle zone risicole del Novarese e Vercellese, dove il riso è andato sott’acqua, alle vallate del Cuneese particolarmente danneggiate come il Cebano ed il Monregalese, dalle arnie infangate ed animali affogati alle frane che si sono riversate sulle aziende e sulle infrastrutture fino al fango che ha ricoperto attrezzi, macchinari e terreni: questa è la situazione drammatica di vasta parte del Piemonte provocata da poco più di un giorno intero di maltempo.

"Ancora una volta è stata evidenziata la fragilità dell’assetto idrogeologico di varie parti del territorio piemontese che ha fatto emergere la necessità di adottare specifici provvedimenti, oltre ad una norma finalizzata a contenere il consumo di suolo agricolo, non riducendolo soltanto al contenimento quantitativo dei processi di urbanizzazione e a politiche di mitigazione e compensazione – spiegano Moncalvo e Rivarossa -. Alla luce, quindi, della situazione di estrema difficoltà in cui si trovano le imprese alluvionate, che già hanno vissuto le criticità legate al Coronavirus, al fine anche di poter adeguatamente programmare le pratiche colturali riconducibili alla prossima annata agraria, è necessario adottare tutti i possibili provvedimenti, anche straordinari, e superare quelle barriere burocratico-amministrative per poter garantire di proseguire l’attività di un settore che ha già dovuto pagare un elevato prezzo in termini economici”.