Allagamenti, frane e smottamenti in tutta la Granda. Gravi danni sui cereali, rischio asfissia per le piante e marciume per gli ortaggi. I vigneti tengono, ma il terreno è troppo fragile.

Prima la nevicata anticipata poi le piogge torrenziali degli ultimi giorni, non c’è pace per la Granda e il Piemonte intero. In queste prime ore di rientrata allerta i tecnici di Coldiretti Cuneo sono al lavoro per verificare la situazione nelle aziende agricole e mappare i danni.

Nel fine settimana fiumi e torrenti gonfi d’acqua hanno trascinato detriti e alberi sradicati che ne hanno ostacolato il deflusso generando allagamenti diffusi. Nelle pianure e nelle vallate delle Granda risultano sommersi interi campi, frutteti e superfici orticole e sono finiti sott’acqua alcuni locali di allevamento.

Nei terreni allagati la pioggia sta compromettendo in particolar modo i cereali: dove si sono concluse le tradizionali operazioni autunnali di semina, i germogli e le piantine rischiano di soffocare per la troppa acqua, mentre chi non ha seminato nelle ultime settimane causa maltempo potrebbe non poterlo più fare, vista l’impossibilità di accedere ai campi. Il rischio concreto – evidenzia Coldiretti Cuneo – è di perdere fino al 40% delle semine, con un danno produttivo gravissimo per l’annata 2020 e la necessità per le aziende agricole di stravolgere i propri piani colturali.

In tutta la Granda preoccupano anche le piante che, in presenza di allagamenti persistenti per oltre 48 ore, potrebbero subire forti stress, controproducenti per la produttività futura, o addirittura soffocare.

Perdite e marciume si segnalano su ortaggi e piccoli frutti, laddove serre e altri sistemi di copertura sono stati abbattuti dal peso dell’acqua, che ha gravato su strutture già lesionate dalle recenti nevicate.

Frane e smottamenti nelle zone collinari di tutta la Provincia hanno determinato la chiusura di molte strade, dalle provinciali alle poderali, e hanno colpito alcuni vigneti nell’Albese e nelle Langhe, anche se con danni limitati. Ha certamente contribuito alla tenuta dei terreni la pratica dell’inerbimento dei vigneti, sempre più diffusa tra i vitivinicoltori anche grazie alla crescente adesione al disciplinare produttivo The Green Experience di Coldiretti Cuneo, che oggi coinvolge ben 1.000 ettari di superfici vitate.

L’eccezionalità degli eventi atmosferici delle ultime ore – evidenzia Coldiretti Cuneo – è ormai diventata la norma: il cambiamento climatico in atto si manifesta con una più elevata frequenza di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni intense che si abbattono su un territorio reso fragile dal dissesto idrogeologico, dalla cementificazione e dall’abbandono.

Perciò, a 25 anni dalla grande alluvione del 1994, torna con forza il tema della prevenzione, essenziale per non dover più far fronte alle emergenze. Servono interventi strutturali, dalle piccole opere che contrastino il rischio idrogeologico ad un grande piano infrastrutturale per la creazione di invasi per gestire in maniera efficiente le risorse idriche.

(Nelle foto: i sopralluoghi che si sono svolti nella mattinata di lunedì 25 novembre nelle zone del Saluzzese dove si sono verificate frane ed esondazioni, in particolare a Venasca e Cardè)