RICCARDO SARTORIS - Nei momenti di difficoltà occorre, oltre ad affrontare l’emergenza, pensare qui a Cuneo come altrove al momento in cui si dovrà ricominciare.

Proprio adesso è necessario pensare al dopo, a ricostruire un sistema che già prima era in discussione, cogliere l’opportunità di aggiornare le politiche sociali ed economiche, imparando da quello che stiamo vivendo, raccogliendo le emozioni che stiamo vivendo, scacciando la paura e utilizzando l’energia della speranza per costruire qualcosa di nuovo, per attivare la scintilla del domani.

Non possiamo pensare che quando finirà l’emergenza si potrà riprendere come se niente fosse l’attività quotidiana.

La Natura ci ha dato un segnale, uno schiaffo in faccia, un calcio nel sedere.

Ce lo stava dicendo da tempo ma noi, sordi ed accecati dalla frenesia della vita, non abbiamo voluto ascoltare ed adesso ne paghiamo il conto.

La nostra corsa inarrestabile è stata fermata nel modo più drammatico, da un essere più piccolo e subdolo di chiunque altro: un virus.

Nei canali di Venezia sono tornati i pesci.

Le città si sono liberate dall’inquinamento.

La Natura si sta timidamente rialzando.

Come durante una squalifica sportiva, gli altri della squadra si allenano lo stesso e apprendiamo che vanno anche meglio, senza di noi; allora ci viene il dubbio che in Natura il vero Virus fino adesso siamo stati noi…

Basta poco che la natura si riprende gli spazi abbandonati dall’uomo. Allora, forse, è il momento di pensare al dopo. Pensare che non potrà essere più come prima. Spingere perché non lo sia.

Cogliere l’occasione per pensare di cambiare qualche abitudine troppo egoistica. Sperare di avere un’altra occasione per migliorare davvero le cose.

Adesso che siamo fermi, possiamo avere il coraggio per cercare una strada nuova, perché se riprenderemo quella vecchia, sarà anche peggio.

Scendere dal letto la mattina con il piede giusto.

Ricordarsi di fare la cosa giusta: per noi e per i nostri figli.

Accorgersi che alcune abitudini possono essere modificate, possiamo rinunciare ad alcune comodità e che, in fondo, possiamo tutti vivere con qualcosa in meno e che quel qualcosa, in fin dei conti, non ci serviva, non era essenziale e costituiva un furto a danno del nostro domani.

Questo cambiamento delle nostre abitudini, attualmente imposto dall’Autorità, dovrà essere assorbito e vissuto come una liberazione, come una occasione di redenzione.

Solamente noi possiamo farlo.

Non possiamo permettere che si ritorni alle solite logiche di potere, ma dobbiamo costringere i nostri governanti ad adottare scelte coraggiose, come coraggiosi siamo stati noi ad accettarle.

Dobbiamo essere noi a chiedere che questo cambiamento continui e non insistere perché si ritorni alla normalità: alla vita di prima.

Amici miei, la vita di prima non c’è più.

Non c’è più, perché abbiamo acquisito una nuova consapevolezza, abbiamo capito che cosa si può fare se tutti lo facciamo insieme.

La natura ci ha dato un forte segnale e soprattutto ci ha dato una grande opportunità, impossibile da immaginare, ma concessa a tutti: ricominciare.

Ambiente, territorio, risorse naturali.

Istruzione, sanità.

Relazioni umane, accoglienza, solidarietà.

Agricoltura, industria, artigianato.

Quale grande occasione per rimettere a posto le cose, per aggiustare la situazione e rimarginare le ferite.

Certamente non si potrà arrivare ad una imposizione dittatoriale, ognuno dovrà scegliere da che parte stare ma questa è una occasione per tutti, non perdiamola.

Dobbiamo darci questa speranza e questo sogno.

Si può fare?

Si deve fare!

Riccardo Sartoris - Movimento Consumatori Cuneo