"È una notizia che attendevamo da moltissimo tempo ed è una bellissima notizia: ora finalmente possono ripartire i cantieri di un’infrastruttura strategica per il nostro territorio che i piemontesi aspettano da più di 30 anni": il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Marco Gabusi, commentano con queste parole il via libera del Cipe all’Asti-Cuneo.

"È stata una mattina intensissima, iniziata direttamente al telefono con il ministro Toninelli e il sottosegretario Giorgetti per chiarire gli ultimi dubbi e definire i passaggi necessari al via libera del Cipe - prosegue il presidente Cirio - Ho inviato l’assessore alle Infrastrutture Gabusi a presidiare personalmente la seduta e desidero ringraziare per questo fondamentale risultato il Governo e anche l’on. Molinari, che è stato un prezioso tramite tra il Piemonte e Roma. Il Cipe ha chiesto di tenere aggiornata sull’evoluzione della procedura l’Unione europea, da cui però non è necessaria nessuna autorizzazione preventiva. Per cui i lavori possono partire". 

"Quella di oggi per il nostro territorio è una giornata storica. In soli due mesi, da quando abbiamo assunto la guida della Regione, la Tav è ripartita e l’Asti-Cuneo si è sbloccata. Questo - conclude il presidente Cirio - vuol dire governare con i fatti e non con le parole”.

"Abbiamo mantenuto le promesse. Nei mesi precedenti all’incontro odierno al Cipe abbiamo più volte dimostrato la volontà di voler sbloccare e completare l’opera. Sono solo 9 i chilometri mancanti, un’avventura protratta negli anni che sembra finalmente trovare un lieto fine". E' quanto hanno dichiarato i deputati M5S Fabiana Dadone e Paolo Romano.

"Un’opera sciagurata - proseguono - come ha detto il ministro Toninelli, una strada che rimane monca all’interno dell’area del Cuneese. Il nostro governo è riuscito in quello che gli altri hanno solo rimandato. Per la A33 Asti-Cuneo si tratta della revisione del rapporto concessorio e della gestione della infrastruttura per circa 626 milioni di euro".

"Il nuovo piano della A33 Asti-Cuneo - spiegano - prevede l'emergere al 2045 di un valore di subentro di 306 milioni di euro. Abbiamo seguito le nuove procedure, non c’è bisogno del parere della Commissione europea, finite le funzioni meramente amministrative possiamo orgogliosamente dire chefinalmente potranno partire i lavori di completamento", concludono

"Confidiamo – dice il capogruppo alla Camera della Lega Riccardo Molinari - che i cantieri vengano avviati nel più breve tempo possibile per dare quella risposta di viabilità, necessaria per fare uscire dall’isolamento la provincia Granda, alle imprese, al tessuto economico delle vallate del Cuneese e dell’Astigiano e ai residenti. Ora andiamo avanti sulla tangenziale di Fossano e sulla galleria del Tenda, interventi indispensabili per efficientare il sistema infrastrutturale piemontese e internazionale”.

La deputata cuneese Pd Chiara Gribaudo, dopo la riunione del Cipe, dichiara: "Toninelli finge di aver sbloccato un’opera che si poteva iniziare un anno fa mentre in realtà rimanda a data da destinarsi le prescrizioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti e la condivisione dei piani finanziari con la Commissione europea. Salvini, Conte e Cirio festeggiano per un piano illegittimo, che mette il Paese a rischio di una procedura di infrazione, aumenta le tariffe autostradali e regala a vita la concessione della A4 Torino-Milano ai Gavio".

"Non si approvano progetti definitivi per il tratto da Cherasco a Verduno, si mette sulla Torino-Milano un valore di subentro che sfiora 1 miliardo di euro, fuori da ogni parametro italiano ed europeo, con il quale nessuno tranne Gavio parteciperà mai alla gara nel 2026. È assurdo festeggiare tutto questo. Faranno altre passerelle, riempiranno le copertine dei giornali, ma non vedremo una ruspa sotto il moncone di Cherasco, né quest’estate né probabilmente la prossima. Il coraggio e la forza di mistificare la realtà da parte di questo governo è qualcosa che spaventa", conclude la deputata Dem.