FIORELLA AVALLE NEMOLIS - Ci risiamo, è vero che l'estate porta il sole, ma per alcuni porta solo l'ombra dell'abbandono. Segna la sorte crudele di migliaia di animali domestici, esseri viventi traditi, scartati come oggetti. Ovunque si consumano atti di vile abbandono: durante una sosta per rifocillarsi, gli sciagurati umani sostano nei parcheggi degli autogrill, con disinvoltura legano il cane ad un palo e quando escono salgono svelti in auto e partono senza voltarsi indietro. “Ehi, ti sei dimenticato di me – grida l'animale nella sua lingua – sono qua!”. E intanto abbaia, tira il guinzaglio per liberarsi e inseguire l'auto di chi dovrebbe prendersene cura, che ormai sta fuggendo verso la spensierata vacanza senza un minimo di rimorso.
Non è stata una dimenticanza, ma un abbandono voluto e calcolato, un tradimento dettato da egoismo, da insensibilità verso la sofferenza che stanno infliggendo. Ogni pretesto è buono per disfarsene, addirittura gli innocenti sono scaricati ai bordi delle autostrade, mettendo a rischio la vita loro e quella degli automobilisti, oppure di fronte ai cancelli dei rifugi, o abbandonati nei boschi. Gli animali, impauriti, confusi e disorientati, tentando di liberarsi, rischiano di ferirsi, ammalarsi e morire per la sete e per la fame
Anche se l'abbandono di animali in Italia è un reato penale, punito dall’articolo 727 del Codice Penale con l’arresto fino a un anno o un’ammenda da 1.000 a 10.000 euro, il fenomeno è in preoccupante aumento. In caso di incidenti gravi o mortali causati da animali abbandonati, si aggiungono ulteriori aggravanti, come la sospensione della patente da sei mesi a un anno, e si può incorrere nei reati di lesioni personali stradali o omicidio stradale.
La scuola Materna di Sant'Antonino di Bra, per sensibilizzare i bambini sul tema, ha organizzato un incontro con l'educatore cinofilo Loris Addabbo e la veterinaria Giulia Guerriero. Conversando con Loris Addabbo, mi sono resa conto che non tutte le persone sono consapevoli della responsabilità che comporta prendere con sé un animale domestico. Loris, malgrado un fisico imponente, che potrebbe intimorire, sfodera un sorriso disarmante, capace di calmare, rassicurare, entrando in sintonia con chiunque – umano o animale.
Ha un linguaggio fermo, schietto e senza tanti giri di parole: “E' basilare che le persone siano a conoscenza del fatto che non sono tutte adatte per gestire un cane, per mille motivi. Banalmente, quando non c'è affinità di carattere tenendo conto che l'animale è un essere vivente, oppure quando il nostro stile di vita, in quello specifico momento, non è adatto per accudirlo in modo adeguato. Non è un oggetto da sistemare in casa: è un essere vivente che ha bisogno di cure quotidiane, cibo adeguato e attenzioni costanti. Richiede tempo, dedizione e anche un impegno economico da non sottovalutare, soprattutto in caso di problemi medici, talvolta complessi e onerosi. Inoltre un'educazione equilibrata è essenziale per il benessere dell'animale e del suo proprietario, e dovrebbe prevedere anche il supporto di un educatore cinofilo qualificato".
Qual è il suo compito?
"L'educatore cinofilo è il ponte tra due mondi: quello del cane e quello dell'essere umano. Innanzitutto insegna al proprietario come comunicare correttamente con il proprio cane nel rispetto della sua natura. Favorisce una convivenza adeguata tra cane e famiglia, prevenendo o correggendo comportamenti problematici; promuove l'educazione di base, come il richiamo, la gestione al guinzaglio, la socializzazione. Osserva e interpreta il linguaggio corporeo del cane, valutando le sue esigenze e se l'ambiente in cui vive è adeguato alla sua natura. Non è una scelta da compiere a cuor leggero, spinti dall'entusiasmo o dal desiderio di compagnia. Sono molteplici gli aspetti che vanno considerati: la scelta della razza, o del tipo di cane, tenendo conto del suo temperamento, delle sue esigenze fisiche ed emotive e, del pedigree quando disponibile, per valutare la predisposizioni comportamentali. Non si tratta di scegliere un amico a quattro zampe, è la predisposizione ad accoglierlo nella propria routine, nei propri spazi, nella propria vita”.
Comportamenti sbagliati?
Osservando il lungo sospiro di Loris, deduco che l'elenco è lungo. “Non interagire a tutti i costi con un cane, la forzatura non è un buon metodo per avvicinarsi. Rispettare il cane è la prima regola, rispettare la sua volontà di avvicinarsi a noi, prima annusando per sentire il nostro odore e poi scegliere se vuole lasciarsi accarezzare e ricevere coccole. Soprattutto se il cane non è nostro, è buona regola chiedere il permesso al proprietario, non si può conoscere la reazione dell'animale, potrebbe mordere”.
Quindi la consapevolezza è il primo atto d'amore verso un animale. Ed è anche la sola barriera efficace contro la crudeltà dell'abbandono.
Buone vacanze e non dimenticate di portare con voi i vostri animali domestici e, se non è possibile, ci sono molte soluzioni. Basta volerlo.
Fiorella Avalle Nemolis








