FIORELLA AVALLE NEMOLIS - E' la mattina dell'Epifania, fuori è ancora buio quando alle sei mi alzo.

 

Vestaglia rossa scozzese, berretto di lana con pom pom coordinato, mi accingo ad accendere la stufa.

 

Il rito è sempre uguale, occorre metodo: grembiulone, guanti, e poi estraggo le ceneri, sgombro la pancia della stufa, posiziono legnetti, piccoli, medi, e poi con una pagina strappata della vecchia guida del telefono, do fuoco.

La vampata di fuoco mi illumina il viso, la legna è secca e già scoppietta.

 

Bella sensazione, evoca ricordi d'infanzia.

 

Dal camino piuttosto grande, anzi esagerato come me, una calza rossa col bordo maculato penzola, spicca e richiama la mia attenzione.

 

Emozione, sì, provo emozione. Ancora!

 

Fatico ad estrarre il contenuto, quel birbante befano di Marzio è maestro nel prolungare la gioia della sorpresa.

 

Ciò che più mi commuove è il pensiero che il mio consorte, da qualche giorno è indisposto per quel male stagionale che gli ha impedito di mettere fuori di casa neanche il naso. Dunque, quale l'espediente per fare l'acquisto?

 

Ma quale acquisto?” mi dico tra me e me. Lui fabbrica tutto, anche i regali!

 

Apro ed estraggo un originale micio nero in legno, che fa da portaritratto. Lo mostro ad Astro, il mio micio. “Sei tu questo, vedi?” Mi lancia uno sguardo compiacente e poi si allontana per accovacciarsi sulla poltrona. “Però sarà buffa la mia umana, non era meglio una foto?”

 

Controllo la stufa e mentro sorbisco il mio caffè conto le mie Epifanie, quest'anno sono 72.

 

Come può essere che provi ancora tanta gioia, la stessa di quand'ero bimbetta, ragazza, sposa, mamma, ed ora signora agè?

 

Eppure ho affrontato difficoltà nel mio percorso di ogni genere, ho camminato tanto, con le gambe e con la testa, ma non ho perso quel fuocherello dentro di me: la gioia delle piccole cose.

 

Cosa mi appagherebbe ancora di più? Vestirmi da befana,ben truccata, elegante, insomma gradevole, che nottetempo entra nelle stanzette dei bimbi a portare i doni.

 

Però niente camino, niente fuliggine, mi infilerei dall'uscio di casa lasciato apposta socchiuso...

 

Fiorella Avalle Nemolis