Nessun Comune piemontese risulta tra i finanziati beneficiari dei "Contributi per l'anno 2019 per interventi riferiti a opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio". Sulla prima graduatoria pubblicata nel 2018, solo due enti piemontesi erano tra i beneficiari. Ora, sulla graduatoria del secondo bando lanciato a settembre dal Ministero dell'Interno, il Piemonte è totalmente escluso. Vengono infatti premiati, come stabilito nella legge di bilancio 2018, i Comuni con maggior disavanzo, dove dunque le Amministrazioni hanno gestito nel peggior modo possibile la cosa pubblica. Dato che i Comuni piemontesi sono virtuosi, nessuno accede ai 300 milioni di euro di risorse, come da decreto pubblicato dal Viminale qualche ora fa. Molti i Comuni ammissibili, nessuno però finanziato.

Uncem ritiene questa situazione, per la seconda volta, molto grave. Sono rimasti esclusi dalla graduatoria tutti i Comuni con un bilancio solido senza criticità e passivi. Lo scriveremo al Ministro dell'Interno. Uncem aveva chiesto già a inizio 2018 al Ministero di annullare tutta la prima procedura di gara, di ripensarla, andando a scegliere i progetti nel merito, premiando le urgenze vere e non chi fa più debiti, ma anche di individuare specifiche risorse per ciascuna regione. Il secondo bando del Ministero (con la possibilità di inviare la domanda entro il 20 settembre 2018) aveva tenuto invariati i criteri stabiliti dalla legge di bilancio. Oggi le graduatorie del bando vanno sospese.

Dopo una prima volta, c'è dunque stata una reiterazione con gli stessi criteri del bando. Le conseguenze nella graduatoria finale sono evidenti: nessun progetto piemontese finanziato. Senza un cambio di rotta, stessa cosa potrà succedere sul terzo bando (previsto entro la fine dell'anno 2019, dotato di 400 milioni di euro) e sulla relativa graduatoria che arriverà nel 2020. La soluzione è una sola, rivedere tutto il sistema. 300milioni di euro non sono noccioline. Occorre finanziare progetti veramente utili, andando nel merito delle valutazioni e degli impatti delle opere pubbliche sui territori. A oggi non è assolutamente così. E l'esclusione del Piemonte ne è la prova.