"Era atteso il discorso del presidente Macron. L’aveva promesso a tutti, dopo gli scontri avvenuti nella giornata di sabato 24 novembre sugli Champs-Elysées tra Gilets Jaunes, casseurs et Crs. Un gesto per cercare di placare gli animi, forse era questo che Macron pensava ingenuamente di fare. Un lungo discorso, durato quasi un'ora, dove si è parlato solo di transizione ecologica e sociale, di cambiamenti, non immediati ma nei tre mesi a venire, per trovare insieme le soluzioni, ma nulla più.

Si parla di anni affinché il nostro pianeta rinasca. Non ha avuto altro da dire, non ha risposto a nessuna domanda concreta che da giorni i Gilets Jaunes aspettano. Per lui il punto sulle tasse é mantenuto e non ci saranno minime cessioni da parte del governo.

Poteva starsene nel suo palazzo Macron, perché neppure la delegazione di otto persone porta parola dei Gilets Jaunes, creata appositamente per poter colloquiare con lui, è stata rimbalzata ad un incontro serale con il ministro dell’ecologia e solidarietà François de Rugy. Che dire, pure di questo incontro ne sono usciti delusi i due porta parola dei Gilets Jaunes, Priscilla Ludosky et Eric Drouet.

Pare che il presidente Macron se ne freghi della miseria dei francesi, non ha dato il minimo cenno di comprensione del problema, hanno spiegato alla loro uscita. Pe questo, dunque, i Gilets Jaunes vengono nuovamente invitati dai loro rappresentanti ad una terza manifestazione sabato 1° dicembre sugli Champs-Elysées.

Oggi (mercoledì 28 novembre) La Ciotat, una delle città più attive del Sud Bouches du Rhones, continua imperterrita con la manifestazione dei Gilets Jaunes presso i caselli autostradali della A50. Si inizia a discutere su altre strategie da effettuare in parallelo. Blocchi davanti a prefetture, uffici imposte, comuni. On ne lâches rien!".

Nadine C.